fbpx

Dimostrazioni dell’emissario del Lago Fucino – disegnato da Giovanni Battista Piranesi e realizzato da Francesco Piranesi


Titolo originale:
Dimostrazioni dell’emissario del Lago Fucino

Autori:
Giovanni Battista Piranesi (disegno e incisione a l’acquaforte) e Francesco Piranesi (incisione a bolino)

Anno:
1791

Collocazione:
Universidad Complutense de Madrid; University of Tokyo

In questa grande rappresentazione del Lago Fucino e del suo Emissario si possono rintracciare moltissimi elementi d’interesse per capire la complessità e la maestosità del progetto di epoca romana. È possibile consultare l’opera attraverso il sito dell’Università di Tokyo, ingrandendo l’immagine a piacere.

Di seguito sono inseriti gli ingrandimenti delle immagini (stavolta riprese dalla copia custodita dall’Università Complutense di Madrid) con le didascalie originali di riferimento, in modo da rendere ancora più fruibile la consultazione.

Fare clic sulle immagini per ingrandire

Fig. I. Veduta del Lago Fucino, e sue adiacenze situato nell’Abruzzo Provincia del Regno di Napoli anticamente de’ Marsi.
A. Sito ove fu traforato il monte per isgorgar l’acqua del Lago.
B. Orificj de Pozzi, e Cunicoli scalari, che calavano nello speco dell’Emissario.
C. Vestigie dell’antica Cerfenia vicino alla bocca dell’Emissario sul fiume Liri.
D. Fonti, che si scaricano nel Lago.
E. Trasangua, in oggi Trasacco.
F. Vestigie dell’antica Via Valeria.
G. Salto fiume, che nasce sotto Verrechio, e si asconde sotterra, rinascendo a Tagliacozzo.
H. Vestigie dell’antica Alba Città de’ Marsi, Colonia de’ Romani, fra le quali si scorgono quelle del suo Anfiteatro.
I . Via Valeria odierna, che conduce ad Alba.

Fig II.Topografia del Lago Fucino.
A. B. Direzione sotterranea dello speco dell’Emissario.
C. Vestigie dell’antica Cerfenia.
D. Fonti, o sorgenti, che si scaricano nel Lago.
E. Vestigie dell’antica Valeria Città de’ Marzi Colonia de’ Romani.
F. Piconio Fiume in oggi detto la Fara.
G. Fornelo in oggi S.Maria di Piediponte.
H. Emissario moderno per cui passa l’acqua del fiume Liri a Campi Palentini.
I. Valle di Nerfa.

Fig. III. Pianta generale dell Emissario, che dimostra la via sotterranea dello speco, dalla sua foce sino al esito di esso.
A. Parte del Lago Fucino.
B. Foce dell’Emissario dimostrato interrito tal quale appariva nel mese di Settembre, dell’anno. 1766. quando fù disegnato.
C.D. Speco sotterraneo dell’Emissario scavato nel monte.
E. Esito dell’Emissario sull’alveo dell’Liri.
F. Fiume Liri

Fig.IV. Sezione verticale del monte lungo lo speco dell’Emissario.
A. Superficie del Lago secondo la sua minor altezza.
B. Linea del piano dello speco più basso della superficie dell’acqua del Lago.
C. Foce dell’Emissario.
D.E. Longhezza dello speco dell’Emissario.
F. Pozzi perpendicolari allo speco, che servirono per estrarre le materie tagliate per formare lo speco sudetto.
G. Cunicoli obliqui di communicazione con lo speco dell’Emissario pe’, quali gli Operaj si fecero la via a scavarlo, ed ancora gli servivan di aditi, e regressi.
H. Gran cunicolo scalare, che si dirama in tre cunicoli, due de’quali communicano nello speco dell’Emissario, ed il terzo communica con l’altro cunicolo
I. da dove si passava nello speco sudetto.
K. Cunicoli obliqui, che communicano ne’ pozzi perpendicolari allo speco dell’Emissario.
L. Cunicolo obliquo, che communica nello speco.
M. Esito dell’Emissario sul fiume Liri.
N. Letto del fiume Liri.
O. Alveo del fiume sudetto formato da due montagne.
P. Superficie ordinaria dell’acqua del sudetto fiume.

Fig.V. Sezione di parte del Lago, e del suo Emissario che dimostra lo stato del letto e della superficie del Lago tal quale appari quando fù disegnato.
A. Porzione del Lago, e sua superficie
B. Letto del sudetto di molto cresciuto.
C. Foce dell’Emissario dimostrata interrita come si vidde nel tempo sudetto.
D. Linea del piano dello speco più basso della superficie dell’acqua del Lago.

Fig.VI. Dimostrazione in grande della pianta dell’Emissario, che presenta lo stato antico della sua foce prima, che s’interrisse ed il suo esito sul fiume Liri, rimanendo la lunghezza dello speco involta nel giro del cartello.
A. Porzione del Lago.
B. Linea del margine del Lago tal quale appariva allorche si desegnò.
C. Linee che indicano dove all’incirca doveva arrivare il margine dell’acqua, che formava il cratere antico del Lago.
D.E. Muri di palizzata, che formano un recinto avanti la foce dell’Emissario.
F. Foce dell’Emissario, che assorbiva l’acqua del Lago.

Fig.VII Sezione per lungo formata sulla pianta dimostrata nella Fig. antecendente che dimostra l’interrimento del recinto delle foci della piscina, e di porzione dello speco.
A. Avanzo de’ muri del recinto, che si viddero interriti.
B. Avanzo della prima foce.
C. Residuo de’ muri della piscina.
D. Seconda foce interrita.
E.. Orificio dello speco in parte interrito.
F. Speco, il cui piano lo forma la linea G restando interrito tutto lo spazio sino alla linea H
I. Taglio del monte al di sopra dello speco.

Fig. VIII. Sezione per traverso la pianta sudetta, che dimostra la faccia delle tre bocche della seconda foce, ed il loro interrimento.
A.B. Muri interriti laterali alla piscina.
C.D.E. Bocche della seconda foce di cui rimanevano scoperti gli avanzi degli archi superiori
F.G.H.I.K. Linee del piano della piscina, che si vidde interrita sino alla linea L.M.

Fig.IX. Veduta generale delle parti esistenti dell’Emissario, tal quale si viddero l’anno gia’ detto.
A. Parte del Lago, che si vidde interrito, il quale si e’ supplito di acqua, come anticamente in questa parte doveva essere.
B.C. Muri di palizzata, che formano recinto avanti la prima foce dell’Emissario.
D.E.F. Avanzo de’ muri, che formano una specie di piscina.
G. Avanzo del muro, che formava la seconda foce.
H.I.K. Avanzo degli archi, che formavano le tre bocche della seconda foce, da dove passavano l’acque nello speco sotterraneo.
L.M. Orificj de’ pozzi perpendicolari, e degli cunicoli obliqui, e porte scalari, che communicavano nello speco.

 

Fig. X. Dimostrazione in grande delle fornici, che componevano la seconda foce dell’Emissario, da cui per mezzo di tre bocche passava l’acqua nell’orificio dello speco.
A. Sezione della fornice, che formava l’arco superiore della boccha di mezzo.
B. Avanzo dell’arco, che formava uno delle fornici consimili laterali al sudetto.
C. Parte superiore dell’muro, che formava le tre bocche della foce sudetta.
D. Sezione dell’arco inferiore da cui passava l’acqua nell’orificio dello speco.
E. Fornice, e parte dell’orificio sudetta.
F. Taglio del monte sopra la fornice sudetta.
G. Interrimento della foce sudetta.

 

Fig. XI. Veduta della bocca, e dell’esito dell’acqua dell’Emissario sul fiume Liri.
A. Bocca dello speco dell’Emissario.
B. Esito dell’acqua, che dallo speco si precipitava nell’alveo C del fiume.
D. Fiume Liri.

Fig. XII: Veduta interna dello speco dell’Emissario con uno de’suoi cunicoli obliqui
A. Speco per cui passava l’acqua del Lago.
B. Cunicolo obliquo di communicazione in esso.

 

Fig. XIII. Sezione geometrica, che dimostra la parte opposta dello speco, e del cunicolo obliquo già dimostrata nella veduta della Fig. antecedente.

Nella parte superiore una medaglia con la seguente iscrizione e data: FERDINANDVS IV ET MAR CAROLINA (dritto) DEO PATRIAE AC BONIS ARTIBVS 1779 (retro).
In basso la dedica a Ferdinando IV di Napoli firmata da Francesco Piranesi: “Alla Maesta di Ferdinando IV. Re delle due Sicilie, e di Gerusalemme & c. & c. Francesco Piranesi D. D. D. ( in latino: Dono dedit dedicavit – diede e dedicò come dono )”

Si tratta di un’opera postuma di Giovanni Battista Piranesi: la stampa porta la seguente firma “Cav. Gio. Batta. Piranesi delineò e incise a l’acquaforte” nel margine inferiore sinistro e “Cav. Francesco Piranesi incise a bollino”, nel margine inferiore destro della stampa.