fbpx

Il piatto commemorativo di Alessandro Torlonia per il prosciugamento del Fucino

Charles Crozatier – Piatto Commemorativo per Alessandro Torlonia – 1853
© Sotheby’s. Shared under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0) licence.

Questo eccezionale piatto commemorativo in bronzo cesellato e dorato fu realizzato nel 1853 per il principe Alessandro Torlonia (1800-1886) e sua moglie, la principessa Teresa Colonna-Doria (1823-1875), dal famoso scultore francese, maestro nell’arte del bronzo, Charles Crozatier (1795-1855).

Charles Crozatier – Piatto Commemorativo per Alessandro Torlonia (dettaglio) – 1853
© Sotheby’s. Shared under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0) licence.

La storia e la minuziosa descrizione del piatto (70 cm di diametro) provengono dal catalogo della casa d’aste inglese Sotheby’s, dove lo scorso ottobre è stato battuto all’asta:

Il bordo esterno presenta una fascia alternata di fiori e ricci sopra delle volute che sospendono festoni fruttiferi, alternati da foglie d’acanto che racchiudono un tondo sormontato da un’aquila in cima a un braciere fiammeggiante. Nel tondo è visibile la scritta “ALEXANDER TORLONIA – ANNO MDCCCLIII”, fiancheggiata da due sirene: quella di sinistra con uno specchio, quella di destra che suona il corno sospendendo festoni floreali. Sempre a destra si riconoscono Anfitrite e Nettuno seduti nel loro carro a forma di conchiglia, trainato da cavalli alati dai piedi palmati cavalcati da due Amorini. Sul lato sinistro, specularmente, è raffigurata Venere sdraiata sul suo carro, anch’esso a forma di conchiglia, trainata da quattro delfini e fiancheggiata da Cupido, circondata da sirene e tritoni giocosi che soffiano nelle conchiglie. La base presenta un tondo legato a nastro sormontato da una corona principesca con lo stemma della famiglia Torlonia e quello dei Colonna, fiancheggiato a destra da un tritone che soffia in una conchiglia e a sinistra da un tritone che sospende un festone floreale sulla spalla. Il bordo centrale del piatto è formato da un nastro attorcigliato che racchiude una fascia di viti legate con nastro e uva, ancora più internamente la bordatura è realizzata con bacche d’alloro. La borchia centrale in rilievo, decorata con dei motivi intrecciati, simboleggia una patera, il tipico utensile utilizzato dai romani per offrire libagioni alle divinità (De Mauro).

Charles Crozatier – Stemma dei Torlonia e dei Colonna – Piatto Commemorativo per Alessandro Torlonia – 1853
© Sotheby’s. Shared under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0) licence.

Un secondo esemplare di questo piatto è stato acquistato nel 2008 proprio dal Museo Crozatier, a Puy-en-Velay, dove è attualmente esposto. Facevano parte del medesimo lotto di vendita anche due brocche decorate con i simboli dei Torlonia e dei Colonna, datate 1846.

Lo stemma dei Colonna sulla coppia di Brocche realizzate da Charles Crozatier nel 1846 – Musée Crozatier

Lo stemma dei Torlonia sulla coppia di Brocche realizzate da Charles Crozatier nel 1846 – Musée Crozatier

Stando alle note riportate sia dalla casa d’aste, che dal Fondo Pietro Poppi di Bologna, il piatto venne commissionato al termine dell’opera di prosciugamento del Lago Fucino, alla presenza di Papa Pio IX, ma è un riferimento errato, dato che il 1853 segna l’anno della concessione del Re di Napoli alla Società Anonima Napoletana per il prosciugamento.

Nell’atto sono presenti diversi articoli che impongono ai concessionari una serie di vincoli a tutela dell’interesse collettivo, tra i quali il termine improrogabile di otto anni per il completamento dei lavori. Tra i soci della compagnia figura Alessandro Torlonia che ha sottoscritto la metà del capitale sociale. (Lumen n.37)

Il piatto, dunque, era stato commissionato per celebrare l’avvio dei lavori, non la loro conclusione, ufficializzata il 1 ottobre 1878.

Charles Crozatier – Piatto Commemorativo per Alessandro Torlonia (Dettaglio) – 1853
© Sotheby’s. Shared under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0) licence.

L’incontro tra Charles Crozatier e Alessandro Torlonia si può datare alla fine degli anni ’30 dell’800. Sempre dal catalogo della casa d’aste viene segnalato un incontro tra Torlonia e Crozatier per la realizzazione di un sontuoso centrotavola che superasse in maestosità quello realizzato dal famoso orafo e scultore parigino Pierre-Philippe Thomire per il principe principe Ruffo della Scaletta (1778-1846), ambasciatore delle Due Sicilie.

Il busto di Charles Crozatier nel cimitero di Père-Lachaise – Parigi

Charles Crozatier nacque a Puy-en-Velay nel 1795. All’età di tredici anni fu apprendista presso il celebre argentiere Jean-Baptiste-Claude Odiot (1763-1850). A diciotto anni fu ammesso all’Accademia delle belle arti, dove entrò nella bottega dello scultore Pierre Cartellier (1757-1831) e divenne l’allievo prediletto di François Joseph Bosio (1769-1845). Tra il 1821 e il 1823 visitò l’Italia, dove realizzò modelli di statue antiche. Divenne rapidamente uno degli scultori più famosi d’Europa grazie all’invenzione di un procedimento di fusione per statue di grandi dimensioni. Per sostituire le statue distrutte durante la rivoluzione, Luigi XVIII commissionò a Crozatier diverse grandi sculture, come quella di Napoleone in place Vendôme a Parigi, la scultura di Luigi XIV su modello di Cartellier e quella dei bronzi dell’Arco di Trionfo del Carrousel, realizzati sullo stile della quadriga dell’ippodromo di Costantinopoli presente sulla facciata della Basilica di San Marco a Venezia (nel 1797 Napoleone sottrasse i quattro cavalli a Venezia proprio per ornare l’Arco, vennero restituiti nel 1815).

In fin di vita, senza eredi, donò la sua fortuna alla città di Le Puy, dove venne costruito un museo in suo onore, e morì nel suo palazzo parigino in rue du Parc Royal l’8 febbraio 1855.

Nell’archivio bolognese del fotografo Pietro Poppi (1833-1914) e nel Catalogo Generale dei Beni Culturali sono presenti alcune testimonianze fotografiche con i calchi di quattro piatti, tra cui quello del 1853, presenti nella collezione Savorelli Prati di Forlì. Non è chiaro come questi esemplari siano arrivati nella collezione, probabilmente in seguito ai rapporti di vicinato con la famiglia, dato che i Torlonia possedevano in Romagna il grande podere “La Torre” presso San Mauro Pascoli, amministrato da Ruggero Pascoli, padre del celebre poeta. Il Palazzo Savorelli Prati e la sua collezione subirono numerosi furti a opera dei nazisti e ingenti danni durante i bombardamenti tedeschi del 1944.  Lo stile dei rilievi ben si collega al classicismo “beaux-arts” della decorazione interna del palazzo romano dei Torlonia in piazza Venezia, demolito nel 1903. Non si tratta di stampi ma di calchi ad opera compiuta, dato che il piatto non è più riproducibile.

Calco con divinità marine per il piatto commemorativo del 1853 – Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Calco con Diana cacciatrice e le ninfe – Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Calco con la celebrazione di un matrimonio con corteo nuziale e sacrifici, datato 1840 – Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Calco con scene agresti datato 1840, anno in cui furono officiate le nozze fra Alessandro Torlonia e Teresa Colonna Doria – Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Soffermandoci sui dettagli del sontuoso piatto di Crozatier del 1853, emerge chiaramente come esso utilizzi la ricca simbologia del mito per celebrare Alessandro Torlonia a nuovo signore delle acque, suggerendo contemporaneamente il sacrificio del Lago Fucino, il cui destino è ormai segnato. Questo straordinario manufatto incarna il mistero e la grandezza del potere umano nel modellare e trasformare il paesaggio, fungendo da testimone di un significativo cambiamento storico, sociale e culturale il cui impatto continua ad essere oggetto di studio e di approfondimento.

Ritratto di Alessandro Raffaele Torlonia – Natale Carta (1839 ca.)
Olio su tela – Collezione privata – Galleria Berardi, Roma