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Ritratto di un matrimonio: Peder Severin Krøyer e Marie Triepcke

Sono sposati da poco, stanno facendo un viaggio in Italia.
Lei dipinge lui. Ha i capelli rossi, la barba curata. Mentre resta in posa ha lo sguardo fermo, ma non severo. La sua pelle soffre il sole, l’unica punta di imbarazzo si ferma sulle orecchie.
Lui dipinge lei. È bellissima. Un’ombra di malinconia negli occhi, ma la bocca è fiera, il collo magnifico.
La superficie su cui dipingono è piccola come un libro tascabile, può stare benissimo in una borsetta.
Un pegno d’amore, un ricordo, l’inizio ideale di una complicità artistica.

Doppio ritratto di Marie e P.S. Krøyer – 1890 – Skagens Museum

Lui si chiama Peder Severin Krøyer. Nella cerchia dei pittori danesi nata a Skagen alla fine del 1800 è sicuramente il più talentuoso. L’abilità nel catturare la luce l’ha perfezionata grazie all’incontro con gli impressionisti francesi. Ma l’incontro più importante è quello con la sua musa.

Lei si chiama Marie Triepcke. Fin da piccola si interessa all’arte e desidera diventare una pittrice. Ha talento, e i suoi genitori la incoraggiano negli studi. A soli tredici anni prende lezioni private da Carl Thomsen e pochi anni dopo riceve aiuto anche da Bertha Wegmann, ritrattista di spicco dell’epoca, per la quale posa a sedici anni in un dipinto recentemente battuto all’asta per la cifra record di tre milioni di corone danesi.

Bertha Wegmann: Ritratto di Marie Triepcke – 1885 – Hirschsprung Collection

Data l’assenza di scuole d’arte pubbliche per donne, Marie decide di riunire un gruppo di altre giovani aspiranti artiste, affittare uno studio e invitare i migliori insegnanti d’arte a venire a dare occasionalmente delle lezioni. Dopo essersi formata a Copenhagen, decide di partire per Parigi e raggiungere un’altra pittrice danese, Anna Ancher. Ed è lì che incontra Peder, anche se tutti lo chiamano con il suo cognome: Krøyer. È lei a riconoscere lui, al Café de la Régence, il posto dove si riuniscono gli artisti danesi. Non è la prima volta che si incrociano. Qualche volta era passato nei corsi d’arte femminili a Copenaghen, nonostante fosse sprezzante nei confronti della scuola delle giovani pittrici. Addirittura l’aveva ritratta in un quadro dal titolo Un duetto. All’epoca non era rimasto particolarmente colpito dalla sua presenza: nel quadro Marie posa con le spalle rivolte a lui, nell’ombra. Rivederla appena due anni dopo, in quel cafè parigino, lo fa innamorare immediatamente.

P. S. Krøyer: Un duetto – 1887 – Statens Museum for Kunst

Si sposano il 23 luglio 1889, giorno del trentottesimo compleanno di Peder, ad Augusta, in Germania. Dopo aver trascorso la luna di miele a Stenbjerg, un villaggio di pescatori nello Jutland nord-occidentale sull’ex isola di Thy, partono per un lungo viaggio verso l’Italia. Marie, musa e sposa, diventa il soggetto principale dei quadri di Krøyer.

P. S. Krøyer: Marie a Ravello – 1890

In quel periodo in Italia è presente una colonia artistica danese nel piccolo paese di Civita d’Antino (AQ), meraviglioso e sconosciuto borgo incastonato tra le montagne d’Abruzzo. Il 26 luglio è il pittore Kristian Zahrtmann, fondatore della colonia, a rinnovare l’invito ai coniugi Krøyer di raggiungerlo in paese:

Vi accoglieremo con grande piacere, statene certi. Anche i signori Cerroni e il figlio Diomede vi aspettano. Sono sicuro che vi saranno molto simpatici, così come lo sono stati a chiunque è venuto a stare qui. La famiglia è di un’ospitalità squisita verso tutti.

Kristian Zahrtmann – Lettera a P.S.Krøyer, Civita d’Antino 26.07.1890 

P. S. Krøyer: Al tavolo da pranzo – Civita d’Antino – 1890 – La scena è dipinta in Casa Cerroni, da sinistra si distinguono Marie Krøyer, P.S. Krøyer, il giovane pittore Henry Lørup, una ragazza di Civita d’Antino, Kristian Zahrtmann e il pittore Peter Tom-Petersen. Hirschsprung Collection

È lo stesso Zahrtmann, sempre in una lettera, a fornirci un’interessante descrizione dei Krøyer a Civita d’Antino:

La famiglia Krøyer sta qui da quasi un mese e resteranno quanto noi altri – sembra. È una gioia continua la loro compagnia. Lui è brillante, pieno di vita, divertente e molto clemente – forse troppo – nell’emettere giudizi. È alle prese con un bellissimo quadro, con dei buoi che fanno la trebbiatura sotto un sole che tinge il grano color oro e con bellissime montagne sullo sfondo. Non ha mai dipinto buoi in vita sua, ma per lui è un gioco. Veramente lo stimo poi ancor di più sul lato umano. La sig.ra Krøyer viene giudicata molto bella qui in paese: è gentile e affabile, tutti le vogliono un gran bene. Anche lei dipinge, ma è molto riservata e non mostra i risultati se non costretta. È piacevole anche a tavola. La compagnia di una signora rende tutto più animato.

Lettera a Carl Thomsen, Civita d’Antino 25.08.1890

P. S. Krøyer: Trebbiatura negli Abruzzi – Civita d’Antino – 1890 – Statens Museum for Kunst

Il soggiorno a Civita d’Antino fa emergere il talento di Krøyer sulla tela: la sua tecnica raffinatissima si tinge dei colori brillanti dell’estate assolata. Anche Marie riesce a cogliere lo spirito creativo che pervade il gruppo di amici: dipinge su piccole tele, come per tenersi in disparte, costruendo uno spazio più discreto, tutto per sé. Proprio in quei giorni, a Civita, realizza uno dei pochissimi quadri della sua produzione: su una tavola di legno ritrae con delicatezza una bambina dai grandi occhi scuri, seduta su una sediolina. È uno dei rari esempi del suo talento artistico, nato in uno dei periodi più sereni della sua vita coniugale.

Marie Krøyer: Ritratto di una bambina – Civita d’Antino – 1890 – Il quadro riporta una dedica (successiva alla realizzazione del dipinto) a un amico, “Fin Kïssimo” per ringraziarlo di un aiuto ricevuto.Skagens Museum

Una volta concluso il viaggio in Italia, la coppia torna in Danimarca, dove si divide tra Skagen e Copenhagen. Appena rientrati dal loro viaggio si uniscono a un folto gruppo di artisti danesi per la nascita della Den Frie Udstilling, “Esposizione Libera”, un’associazione nata per protestare contro le regole di ammissione dell’Accademia Reale Danese di Belle Arti. I quadri di Marie e Peder vengono esposti, insieme a quelli di Zahrtmann, Paulsen e altri grandi nomi della pittura scandinava. La bellezza di Marie è continua fonte di ispirazione per Krøyer: i ritratti, ma soprattutto i dipinti sulla spiaggia di Skagen, gli permettono di conquistare importanti riconoscimenti a livello mondiale.

Nonostante la vita della coppia orbiti intorno al mondo artistico, Marie si allontana sempre di più dalla pittura. La crescente fama di Krøyer, insieme agli impegni domestici e ai problemi di salute del marito, segneranno l’inizio di una forte crisi nella coppia. La nascita della loro figlia, Vibeke, nel 1895, non riesce ad attenuare i problemi psichici del marito e i numerosi episodi depressivi di Marie. Lei stessa scriverà: “Cosa importa davvero se dipingo, non riuscirò mai e poi mai a realizzare qualcosa di veramente eccezionale.” Mentre Vibeke è ancora piccola, la salute di Krøyer inizia a peggiorare. Nel 1900 viene ricoverato in un ospedale psichiatrico a Middelfart, il primo di tanti lunghi soggiorni. La coppia trascorre sempre meno tempo insieme e spesso Marie viaggia da sola. Durante un viaggio a Taormina, in Sicilia, nel 1902, Marie incontra per la prima volta il compositore svedese Hugo Alfvén. Alfvén ha potuto ammirare la bellezza di Marie attraverso i ritratti dipinti dal marito, ne è immediatamente attratto e le sue attenzioni vengono rapidamente ricambiate. La loro relazione è così intensa che, subito dopo il viaggio in Italia, Marie chiede il divorzio. Krøyer si rifiuta di credere che Marie voglia davvero lasciarlo e le ordina di tornare a Skagen, ma si sbaglia; Marie è veramente innamorata di Alfvén e non perde mai occasione di stare con lui, anche a costo di riceverlo nella casa di Skagen, insieme a Peder.

P. S. Krøyer: Marie Krøyer & Hugo Alfvén a Skagen – 1903 – Collezione privata

Dopo essere rimasta incinta nel 1905, Krøyer finalmente accetta la richiesta di divorzio, ma riesce a mantenere la custodia di Vibeke. L’ultima grande opera che realizza l’artista è un addio a Marie. Su quella stessa spiaggia che li ha visti felici insieme, Krøyer dipinge il gruppo di Skagen riunito per festeggiare davanti al falò della vigilia di mezza estate. Marie è ritratta insieme al suo nuovo compagno, in fondo alla scena, appoggiati su una barchetta. I loro sguardi sono mesti e assenti. La maggior parte degli amici di Krøyer ha interrotto i rapporti con lei, ed è visibile il senso di solitudine che la avvolge. Le fiamme sembrano rivolgersi proprio a loro: un fuoco di gelosia, ma anche l’ultima luce di una vita dedicata all’arte, un doloroso commiato dalla sua musa. 

P.S. Krøyer: Falò della vigilia di Mezza Estate – Skagen – 1906 – Skagens Museum

Peder Severin Krøyer morirà a Skagen nel 1909. Marie sposerà Alfvén nel 1912. Per lei si tratterà di un altro matrimonio infelice, conclusosi definitivamente nel 1936, pochi anni prima della sua morte.

Alessio De Stefano