Il Fucino negli acquerelli di viaggio di Elizabeth Campbell (1826), pioniera dell’archeologia
Nell’aprile del 1826 una viaggiatrice inglese aveva aperto il suo taccuino per tracciare il paesaggio che aveva davanti agli occhi con delle linee leggere ad acquerello. Disegnava il grande Lago del Fucino circondato dalle montagne, i profili dei paesi, i resti antichi dei Cunicoli di Claudio. Si chiamava Elizabeth Campbell. La sua figura, oggi riscoperta grazie a studi recenti, occupa un posto davvero unico nella storia del Grand Tour.
Campbell, Elizabeth (1783 – 1861) | Italia; Abruzzo, ‘Avezzano & Lago di Fucino. Regno di Napoli’. Penna e acquerello, 14 aprile 1826 © Per gentile concessione della galleria Abbott and Holder, Londra.
Elizabeth Campbell (1783–1861) apparteneva a quell’élite colta britannica che considerava il viaggio in Italia un passaggio necessario per completare la propria formazione culturale. Nei suoi diari e nei numerosi acquerelli realizzati durante l’esplorazione dell’Italia meridionale e centrale, annotava il suo interesse per l’antico con una forte attenzione al paesaggio naturale e alla vita quotidiana.
Nel 1825 visitò la Campania e la Sicilia, dove realizzò una serie di vedute e alcune scene di vita locale. Un dettaglio curioso: in diversi acquerelli l’artista raffigurava se stessa insieme ai compagni di viaggio, sempre di spalle e con il capo coperto da una vistosa cuffia colorata. L’anno successivo, nel 1826, attraversò il Lazio e l’Abruzzo, lasciando una preziosa testimonianza visiva e scritta di territori allora ancora poco rappresentati dagli artisti europei che avevano viaggiato in Italia.
Campbell, Elizabeth (1783 – 1861) | Italia; ‘Other end of the Lake [Fucino]’. Penna e acquerello, 14 aprile 1826 © Per gentile concessione della galleria Abbott and Holder, Londra.
Gli acquerelli abruzzesi di Elizabeth Campbell, datati 14 aprile 1826, si concentrano sull’area del bacino del Fucino. È facilmente riconoscibile lo specchio d’acqua che lambisce Avezzano, così come una veduta in cui lo sguardo si spinge verso Trasacco e Luco dei Marsi. Campbell visitò anche i Cunicoli di Claudio, disegnandoli sia dall’esterno sia dall’interno, accedendo ai due principali: il Cunicolo Maggiore e, con molta probabilità, il Cunicolo del Ferraro.
Sul suo album si legge:
Dovemmo salire sul monte attraversato dall’Emissario e fummo molto piacevolmente sorpresi dalla bellezza del panorama: il lago del Fucino si stendeva ai nostri piedi, la città di Avezzano nella pianura, e numerosi altri abitati sulle montagne di fronte, lungo la catena che circonda il lago, delimitata da cime innevate. L’effetto era pittoresco e, rispetto alle Alpi, certamente più suggestivo. L’estensione dello specchio d’acqua è molto ampia, si dice di ventisei miglia; una piccola isola si trova sul lato più lontano, ma sulla superficie calma delle acque non si scorgeva alcuna traccia di vita.
Un ulteriore elemento di interesse è il disegno di una lampada a olio finemente decorata, presente nella stanza in cui Elizabeth alloggiò a Tagliacozzo il giorno successivo, il 15 aprile 1826. Sulle pareti si intravedono alcuni dipinti murali, il pavimento in legno e un tappeto a fantasia geometrica.
Campbell, Elizabeth (1783 – 1861) | Italia; Abruzzo, ‘Regno di Napoli / Second shaft or Entrance to the Claudian Emissary from the Lake of Fucino”. Penna e acquerello, 14 aprile 1826 © Per gentile concessione della galleria Abbott and Holder, Londra.
Elizabeth Campbell fu anche alpinista. Nel numero dell’Alpine Journal del 2023, Elaine Astill ha ricostruito l’impresa che il 19 agosto 1822 portarono a compimento Elizabeth e sua figlia Thomasina Campbell, la “Prima Traversata Femminile del Col du Géant”. Questo passo (3365 m) era un tempo la via più utilizzata tra i villaggi del Monte Bianco di Chamonix e Courmayeur. Elizabeth Campbell immortalò la traversata con i suoi acquerelli, tra cui un disegno della figlia diciottenne, con una gonna rossa, inginocchiata e slegata sopra un crepaccio nella parete del ghiacciai, mentre dietro di lei una guida teneva la mano della madre.
Negli anni successivi ai viaggi italiani, insieme alla figlia Thomasina, Elizabeth prese parte a indagini archeologiche in Scozia.
In seguito alle grandi alluvioni del Morayshire, tra il 1829 e il 1830, madre e figlia parteciparono allo studio di alcuni siti preistorici, tra cui quello di Clava Cairns, complesso monumentale dell’età del Bronzo nei pressi di Inverness. Elizabeth Campbell diresse uno scavo, ne documentò le strutture e i reperti, realizzando disegni di urne e tombe e contribuendo alla pubblicazione dei risultati. Madre e figlia furono così un rarissimo esempio di team archeologico, collocando Elizabeth tra le pioniere della presenza femminile sul campo in un periodo in cui l’archeologia moderna iniziava a strutturarsi come disciplina accademica e professionale.
Elizabeth Campbell rappresenta un esempio significativo di emancipazione per il suo tempo: una donna capace di unire arte e scienza, un’esploratrice inarrestabile che ha lasciato testimonianze preziose su territori oggi profondamente trasformati. I suoi disegni sono stati recentemente venduti dalla prestigiosa galleria Abbott and Holder di Londra (si ringrazia Tom Edwards, Managing Director della galleria per la gentile concessione delle immagini tratte dagli album di Elizabeth Campbell).
Alessio De Stefano
Dal 2019 si occupa di raccogliere e raccontare libri, storie e tesori d’arte della sua terra nella Piccola biblioteca marsicana. Nella primavera del 2023 ha pubblicato per Radici Edizioni “Vincent Massari. Cronache di un abruzzese d’America”.



