“Profezia”: il videogioco del 1991 ambientato in Abruzzo
Nel 1991 il panorama dei videogiochi italiani conobbe un piccolo ma significativo esperimento narrativo: Profezia.
Sviluppato dalla Trecision e pubblicato da Genias, il titolo si presentava come una via di mezzo tra un’avventura grafica e un libro-game. Non c’erano enigmi complessi o elementi da raccogliere, ma una trama che scorreva come un romanzo illustrato: al giocatore spettava il compito di scegliere tra più opzioni, seguendo il racconto in percorsi diversi e finali alternativi.
La storia, ambientata in una sorta di Medioevo fantasy, aveva come protagonista un mercenario in cerca della Corona Aurea, reliquia capace di cambiare i destini dei regni. A differenza di altre produzioni di quel periodo, Profezia non riproduceva scenari generici, ma intrecciava l’avventura con luoghi reali.
Nelle schermate del gioco e nei testi comparivano borghi e paesaggi dell’Abruzzo interno: Capistrello, Roccasecca, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero. Un dettaglio sorprendente, se pensiamo a quanto raramente il territorio italiano sia stato rappresentato nei videogiochi, specie all’inizio degli anni ’90.
Oggi Profezia è ricordato dagli appassionati di retrogaming come un piccolo esperimento narrativo, una produzione decisamente modesta rispetto alle grandi avventure della Lucasfilm o di Sierra. Eppure chissà quanti giocatori, leggendo quelle località sullo schermo, avranno provato il desiderio di cercarle su una mappa, scoprendo che non erano affatto inventate.







