Un artista di Pescina negli Stati Uniti: la storia di Raymond Simboli

Raymond Simboli – Autoritratto (1926) – Simboli-McFadden Collection

Quando Raimondo Simboli lascia Pescina, suo paese natale, per imbarcarsi a New York, ha solo sette anni. È il 1901. I suoi genitori, Pietro e Maria Angiola, stanno partendo per gli Stati Uniti per iniziare una nuova vita assieme agli altri due figli piccoli, Giuseppe e Antonino.

Pietro è un artista.
Dipinge, intaglia il legno, realizza decorazioni di ogni tipo.

I nomi della famiglia Simboli registrati negli elenchi degli sbarchi di Ellis Island nel 1901: Pietro, Maria Angiola, Romeo (Raimondo), Giuseppe e Antonino.

A Pittsburgh, dove verrà ospitato dal suocero, Pietro inizia a farsi chiamare Peter e si dedica alla creazione di pitture murali per chiese e teatri. Sarà lui a realizzare le opere dello storico palazzo di giustizia della contea di Tuscarawas, situato a New Philadelphia, in Ohio. 

Suo figlio maggiore, Raimondo, in poco tempo assume il nome di Raymond. Con grande passione e spirito di emulazione, decide di seguire la stessa direzione del padre. Dopo aver studiato alla Peabody High School di Pittsburgh, inizia a frequentare il Dipartimento di Pittura, Design e Scultura della Carnegie Tech, dove è allievo del pittore Arthur Watson Sparks. A soli ventitré anni gli viene conferita la prestigiosa Hawthorne Scholarship (1917), seguita due anni dopo dalla Tiffany Foundation Fellowship (1919), riconoscimenti che ne attestano il talento già in giovane età.

Nel 1920, ancora prima di completare il proprio percorso accademico, viene chiamato a insegnare pittura e design presso la Scuola di Architettura del Carnegie Institute of Technology, oggi Carnegie Mellon University. Vi rimarrà per quarantadue anni, fino al pensionamento nel 1962, formando generazioni di artisti e designer.

Raymond Simboli, Allegheny-Ludlum Steel Mill, Pittsburgh (1948) – Carnegie Museum of Art

Raymond Simboli, Pinkerton Riot, Pittsburgh (1948) – Carnegie Museum of Art

Accanto all’insegnamento universitario, Raymond affianca anche quello in numerose istituzioni artistiche della Pennsylvania: dalla Carnegie Institute Adult School al Pittsburgh Art Institute; dalla Ad Art School of Technology al Seton Hill College. Tiene inoltre corsi e laboratori in tutta l’area di Pittsburgh e, dal 1943, dirige una propria scuola, la Simboli School of Art, nel quartiere di East Liberty.

L’arte di Raymond Simboli si sviluppa all’interno di un solido impianto figurativo, profondamente legato alla realtà urbana e sociale di Pittsburgh. I suoi soggetti privilegiano spesso paesaggi industriali, vedute della città e scene della classe operaia, restituendo sulla tela l’identità più concreta dell’America del primo e medio Novecento. In opere come la rappresentazione dello sciopero di Homestead del 1892, Simboli affronta episodi centrali della storia industriale della regione, dove le tensioni sociali diventano materia pittorica.

Raymond Simboli, Ruth – Easter Morning (1937) – Simboli-McFadden Collection

Raymond Simboli, Young Athletes (1940) – Greater Latrobe School District Art Collection – La figura centrale è Donald, figlio di Raymond Simboli, che in seguito divenne un giocatore di football per il Salem College e un architetto nella città di Pittsburgh.

Raymond Simboli, Beverlee (1941) – Simboli-McFadden Collection – Dipinto intorno al 1941, questo è un ritratto di Beverlee, la quarta e più giovane figlia di Raymond e Mabel Simboli, che in questo quadro ha quattro anni.

Raymond Simboli espone regolarmente alle mostre annuali della Associated Artists of Pittsburgh, ottenendo diversi premi e assumendo nel 1951 la presidenza dell’associazione. 

Nel 1955 riceve il titolo di Artist of the Year dal Pittsburgh Arts and Craft Center, il più prestigioso riconoscimento artistico della regione, assegnato a personalità che si sono distinte per una lunga e significativa attività creativa. 

Raymond Simboli, Pine Forest (1941) – Simboli-McFadden Collection

Raymond Simboli, Night Light (1952) – Simboli-McFadden Collection

Raymond Simboli, Costruzione (Anni Sessanta)

Nel corso del tempo, soprattutto nella produzione ad acquerello e in alcune opere a olio della maturità, la sua ricerca si orienta verso una maggiore libertà espressiva. La pennellata diventa meno sfumata, la materia pittorica più evidente e la rappresentazione più sintetica. In questo processo si intravedono influenze moderniste, fino a suggestioni vicine al cubismo, che portano a una progressiva frammentazione della forma e a una riduzione della pura resa naturalistica. Questo passaggio segna l’emergere di una fase matura in cui Simboli unisce osservazione del reale e ricerca formale, avvicinandosi a una sensibilità quasi proto-astratta. Una ricerca che prosegue negli ultimi anni della sua vita, fino alla morte, avvenuta il 22 aprile 1964.

La sua eredità artistica è stata raccolta anche ai discendenti. Tra questi figura la figlia Beverlee Tito Simboli, affermata fotografa attiva a San Francisco, le cui opere sono state esposte in numerose mostre e trovano collocazione in spazi pubblici e privati. Beverlee vive a Berkeley con il marito, Daniel McFadden, professore emerito di economia presso la University of California con sede a Berkeley e vincitore del Premio Nobel per l’Economia nel 2000.

Raymond Simboli, Autoritratto (1929) – Carnegie Museum of Art

Raymond Simboli nel suo studio (1959)

Alessio De Stefano

Alessio De Stefano

Dal 2019 si occupa di raccogliere e raccontare libri, storie e tesori d’arte della sua terra nella Piccola biblioteca marsicana (www.piccolabibliotecamarsicana.it). Nella primavera del 2023 ha pubblicato per Radici Edizioni “Vincent Massari. Cronache di un abruzzese d’America”.